Ciao,

oggi vorrei parlarti un pochino di Galateo moderno e Buone Maniere.

Sono argomenti che mi vengono richiesti sempre più spesso durante i miei seminari quando parlo dei vettori dell’immagine.

Secondo alcuni studi, le nostre Buone Maniere costituiscono circa il 30% del linguaggio silenzioso (non verbale) della nostra immagine. 

Vuol dire che nella nostra comunicazione, i nostri modi (gentili ed educati), influiscono sull’interlocutore e lasciano una traccia per il 30%.

Pensa, addirittura di più delle nostre parole, che influiscono solo per il 7%. 

Il restante 63% è occupato dall’immenso bagaglio del linguaggio corporeo e del linguaggio dell’abbigliamento. Morfologia, gesti, portamento, mimica, rapporto con lo spazio, appoggio al suolo, posizioni, espressioni del volto; ma anche scelta e combinazione dei capi d’abbigliamento, delle stoffe, degli accessori, dei colori, dei profumi, pettinature, del trucco.

Il timbro della voce, il tono, la dizione, l’intensità, l’inflessione con cui pronunciamo le frasi, i silenzi, il ritmo generale del discorso trasmettono messaggi sulla nostra personalità al nostro interlocutore.

Lo stesso vale per tutti i suoni vocali e i modi d’intercalare, di cui non si è mai sottolineata adeguatamente l’importanza, quali i raschi di gola, i colpi di tosse, i mormorii d’approvazione, i risolini soffocati, o le esclamazioni, le imprecazioni, le più svariate interiezioni: uffa! Mah! Uhm! Ah!

 Ma che cosa sono queste Buone maniere?

Perchè si parla tanto oggi di Galateo Moderno

Oggi le buone maniere sono diventate un’opportunità in più, un modo per la persona di presentarsi agli altri, sul lavoro, nella società, in modo migliore, per farsi ascoltare ed accettare di più. 

E per distinguersi.

Sono piccole attenzioni che aiutano a convivere con maggiore sintonia con il prossimo.

Spesso rappresentano una sorta di “sicurezza interiore” che ci consente di affrontare con tranquillità ogni situazione di rapporti interpersonali, senza sentirci inferiori a nessuno.

Sono anche un importante biglietto da visita e ci possono permettere di capire l’educazione e le origine dei nostri interlocutori.

  

 

Io credo che sia una vera e propria arte di vivere e di pensare che può manifestarsi anche in un modo di vestire, ma che va oltre l’abbigliamento.

E’ piuttosto un complesso di comportamenti che comprendono anche i linguaggi estetici, seppur lontani dalle mode passeggere e dall’ovvio.

Riguarda anche il portamento, i gesti, il modo di parlare, di ricevere, ogni momento della nostra vita.

È un misto di buona educazione, gusto, personalità e gentilezza.

E nasce prima di tutto dentro di noi.

Insomma, la vera educazione, richiede grazia, personalità, carattere, spessore umano.

E tutto ciò, aumenta sicuramente lo charme, il fascino e la sicurezza di tutti coloro che adottano uno “stile educato”.

Il segreto è sentirsi a proprio agio con se stessi con semplicità e naturalezza, apparentemente senza fatica, cercando di muoversi in modo consono all’ambiente in cui ci si trova.

Scusami se ti ho fatto una premessa un po’ formale ma stiamo parlando anche di eleganza (ed appunto un po’ di forma), quando affrontiamo questi argomenti.

Se vuoi passare al pratico però, per oggi prova a seguire questo piccolo consiglio.

Cerca di non usare queste 4 parole che non sarebbero previste dal Galateo moderno:

 - Salve (quando si saluta)
- Piacere (quando si incontra una persona per la prima volta)
- Sono il Sig./Dott… (quando ci si presenta)
- Buon appetito   (all’inizio di un pasto…è meglio dire per esempio “buon inizio”).

Dammi il tuo parere, commentandolo assieme a questo articolo.
Sono certo che troverai molti spunti utilissimi nella vita di tutti i giorni.

Potrai diventare sicuramente un pò più interessante anche agli occhi degli altri e sai come…semplicemente trattandoli bene.

Sarà un piacere condividere questo argomento con te, anche perché ci torneremo spesso, visto che oggi tutti si sono accorti che può fare davvero la differenza.  

 

 

Buona visione!